venerdì 12 gennaio 2018

Classificazione delle pinne da nuoto

Esistono vari tipi di pinne usate nell'ambito natatorio, e ognuna ha caratteristiche e impieghi diverse dall'altra. Quello che segue è un elenco di quelle più frequentemente usate:
  • Pinne da apnea: lunghe e a pala rigida, per sfruttare pinnate lente, dovute alla necessità di risparmiare aria
  • Pinne da ARA: sono le pinne utilizzate per effettuare immersioni con le bombole. Per questo, non essendoci necessità di risparmiare aria, le pinnate possono essere più veloci e frequenti, dunque sono a pala morbida e aperte e più larghe e corte rispetto a quelle da apnea
  • Pinne da snorkeling: siccome vengono utilizzate prevalentemente da inesperti sono costituite da pala e scarpetta (chiusa) unite, di durezza media e di forma simile alle pinne da ARA. Hanno una densità simile a quella dell'acqua.
  • Pinne da piscina: essendo usate come sostegno all'allenamento del nuotatore, e non come principale mezzo di propulsione, esse sono più corte rispetto alle altre.
  • Monopinne: sono costituite da una pala unica ed entrambi i piedi trovano posto nella stessa scapetta
(Fonte: Wikipedia)

I rischi delle pinne

Rottura della pala
Le pinne da nuoto sono generalmente costituite da due elementi: la pala e la scarpetta. Tra questi la parte più fragile è ovviamente la pala, in quanto è la responsabile di trasmettere le forze dal piede al fluido, per poter permettere il movimento e la spinta: in questo modo si può affermare come le sollecitazioni a cui è sottoposta la pala siano molto elevate (specialmente nel caso di "pala rigida"). Il rischio di rottura è quindi presente, e la tecnologia ha cercato di trovare dei rimedi. Uno dei sistemi (adottato sin da subito, già negli anni '50 con le prime Dunlop) consiste nel rinforzare la pala con delle corrugazioni o irrigidimenti longitudinali per migliorare le caratteristiche di resistenza della pinna, un po'come fossero una sorta di "centine".
Tuttavia il sistema più utilizzato (e in un certo senso più efficace) è stato quello di separare scarpetta e pala, in modo tale che, una volta rotta quest'ultima, non si deve fare altro che cambiare solo lei.

Rischi dei sub
L'ambiente sottomarino non è particolarmente adatto, usando un eufemismo, alle condizioni fisiche degli esseri umani, ma grazie a strumenti, come pinne o altri, l'uomo è riuscito a conquistare anche le profondità subacquee. Sommozzatori, sub, palombari o semplici snorkelers corrono però, più o meno consapevolmente, numerosi rischi nell'affrontare "gli abissi".
Alcuni di questi rischi (tratti da questo articolo dedicato di Wired Italia):
  • Narcosi da azoto
  • Embolia gassosa
  • Malattia da decompressione
  • Sovradistensione polmonare
Inoltre, nell'immaginario collettivo, resta sempre presente la paura di finire vittime di attacchi dovuti ai veri abitanti del mare, come ad esempio gli squali.
Resta comunque il fatto che il rischio di lesione per chi pratica attività subacquea è prossima allo 0,4%

Rischio stallo
Tornando a parlare di  pinne con accezioni di dispositivo utile per migliorare la fluidodinamica dei "mezzi di trasporto", non si può non citare quello che, in aeronautica, è considerato come il rischio maggiore: lo stallo. Se una pinna va in stallo la sua funzione va a cadere, anzi, diventa un danno per lo scafo o la carena su cui monta. Ad esempio è un rischio da evitare per le pinne da surf.

giovedì 11 gennaio 2018

Una metafora: la coda della sirena


La sirena è forse una delle più famose tra le creature leggendarie del mondo acquatico, e il suo elemento caratteristico è l'assenza delle gambe "umane", sostituite da una coda simile a quella di un pesce. Tuttavia, in quanto frequentatori di questo blog, non vi sarà di certo sfuggito che questa coda altro non è che una cosiddetta monopinna.
Ed è qui che si instaura il forte significato metaforico di questa singola pinna, usata magari come costume di carnevale (ben lontana dunque dal suo scopo originario) per trasformare, appunto simbolicamente, almeno per un giorno, una bambina in un'incantevole sirena.

Il ruolo delle pinne nella diffusione dello sport subacqueo



“Senza le attrezzature l’immersione sarebbe rimasta una attività professionale. Il palombaro od il sommozzatore con A.R.O. in assetto pesante, schiavi del camminare per spostarsi, non avrebbero attirato mai l’attenzione del mondo degli sportivi. Semplicità, minimo ingombro, costi modici e ciò che più conta la gioia di "volare" in acqua, ecco cosa offrono le attrezzature. Le pinne ad esempio hanno contribuito alla diffusione dello sport subacqueo non meno della maschera. Hanno trasformato il faticoso procedere della rana in immersione in un movimento facile, fluido, riposante. Senza di loro l’immersione perderebbe una parte notevolissima dell’attrazione che esercita sugli appassionati.”
Da Duilio Mercante, Scendete sott'acqua con me, (Milano : Ceschina, 1959).

La pinna di squalo della Force India


La pinna di squalo della Force India, casa automobilistica di Formula1, ha presentato per prima una interessante innovazione: una serie di mini flap sulla cresta per migliorare le prestazioni della vettura

mercoledì 10 gennaio 2018

Le più antiche testimonianze di pinne

Disegno di una pinna per mano fatto da Leonardo
La prima testimonianza di pinne si deve a Leonardo da Vinci, che le inserisce come attrezzatura al suo "uomo acquatico". Ispirate all'anatomia degli anfibi, più che a delle vere e proprie pine per piedi, Leonardo pensò a degli speciali guanti palmati, per favorire la nuotata.



Una descrizione scritta di una pinna viene invece dal "De motu animalium", scritto nel 1743 da Giovanni Borelli, che viene, tra le altre cose, considerato come opera fondante della biomeccanica. In particolare nel capitolo "De natatu" descrive una macchina che permetta all'uomo di muoversi e respirare sott'acqua e cita un innovativo modo di muoversi nelle profondità subacquee:
"non alla maniera dei gamberi ma col remigare delle palme delle mani e dei piedi" per poter e"nuotare nell’acqua alla maniera delle rane".

Pinne da surf: una guida alla scelta

Una delle parti più importanti della tavola da surf è costituita dalle pinne poste sulla parte a contatto con l'acqua. La scelta della pinna ideale da applicare alla tavola è un'operazione molto importante, delicata e difficile, poiché varia a seconda dell'utilizzo che si vuole fare, dell'abilità del surfista, del tipo di evoluzioni che si effettueranno.
La difficoltà è dovuta dal grande sviluppo che si è avuto nel corso degli anni, grazie ad uno sviluppo nei materiali, nelle caratteristiche, nelle performance e nell'hold della pinna.
Ma per fortuna esistono dei siti specializzati (come questo) che aiutano nel processo di scelta e danno un'utile classificazione di queste speciali pinne.

Nel sito proposto si possono trovare inoltre cenni sulla storia e il design di questi apparecchi.