Visualizzazione post con etichetta classificazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta classificazione. Mostra tutti i post

venerdì 12 gennaio 2018

Chi usa le pinne

Per definire in maniera ottimale una sociologia delle pinne artificiali, e fare così una cernita delle persone che hanno più probabilità di imbattersi in questi strumenti, è necessario andare a discernere tra tutti i vari tipi di pinna artificiale e determinare, poi, una classe di utilizzatori per ciascuno.

La prima categoria da prendere in esame è sicuramente la più famosa e di utilizzo più popolare: la pinna per il nuoto. Gli utilizzatori tipici sono chiaramente i sub, sommozzatori, che dentro l'acqua svolgono le loro attività professionali o di svago e per farlo devono essere uniti di un brevetto. Inoltre
anche molti "inesperti", tramite lo snorkeling, possono usare meglio le pinne per esplorare in sicurezza le bellezze dei fondali marini.
Restando sulle pinne da nuoto, queste vengono usate anche dagli sportivi, specialmente nelle piscine. Non solo sono considerate dai nuotatori come strumenti di supporto all'allenamento, ma sono anche protagoniste di vere e proprie discipline sportive: il nuoto pinnato, che è uno sport a tutti gli effetti, anche dotato di gare proprie, caratterizzato da una maggiore velocità rispetto al nuoto tradizionale, proprio grazie alle pinne.
Sempre in piscina il nostro strumento viene ampliamente utilizzato da medici e pazienti come ausilio nei percorsi di riabilitazione, soprattutto per gli arti.

Altro utilizzo delle pinne è quello destinato alle tavole, come quelle da surf, windsurf, pagaia, paddle e altri. In questi casi vengono utilizzati per favorire una versatilità nell'uso delle suddette tavole tra le onde. I praticanti di questi sport (surfer, windurfer, ecc.) sono perciò degli utilizzatori delle pinne, anche perché, per ottenere buone prestazioni, devono porre molta attenzione nella scelta delle stesse.

Con un utilizzo simile a queste ultime ci sono anche delle pinne nelle carene di imbarcazioni, moto, aerei e scocche delle auto. In generale vengono messe delle alette in tutti i casi in cui le forze aereo (o idro) dinamiche giocano un ruolo importante, cioè quando le velocità in gioco sono alte, e quindi in gare automobilistiche, motociclistiche, per citare alcuni esempi. Lo scopo delle pinne è in particolare
quello di controllare i fenomeni di deriva e di evitare, o facilitare, le manovre di rollio, beccheggio, imbardata. A volte delle pinne vengono poste come riparo per zone sensibile del veicolo (vedasi immagine). Gli utilizzatori impliciti qui sono molteplici, e vanno dai piloti di auto, moto, aerei, agli skipper delle piccole barche a vela, fino ai timonieri delle grandi imbarcazioni.

Esistono anche pinne usate come protesi. Qui gli utilizzatori finali sono in prevalenza animali (come delfini o tartarughe), ma anche umani che hanno perso gli arti e vogliono tornare a nuotare.

Classificazione delle pinne da nuoto

Esistono vari tipi di pinne usate nell'ambito natatorio, e ognuna ha caratteristiche e impieghi diverse dall'altra. Quello che segue è un elenco di quelle più frequentemente usate:
  • Pinne da apnea: lunghe e a pala rigida, per sfruttare pinnate lente, dovute alla necessità di risparmiare aria
  • Pinne da ARA: sono le pinne utilizzate per effettuare immersioni con le bombole. Per questo, non essendoci necessità di risparmiare aria, le pinnate possono essere più veloci e frequenti, dunque sono a pala morbida e aperte e più larghe e corte rispetto a quelle da apnea
  • Pinne da snorkeling: siccome vengono utilizzate prevalentemente da inesperti sono costituite da pala e scarpetta (chiusa) unite, di durezza media e di forma simile alle pinne da ARA. Hanno una densità simile a quella dell'acqua.
  • Pinne da piscina: essendo usate come sostegno all'allenamento del nuotatore, e non come principale mezzo di propulsione, esse sono più corte rispetto alle altre.
  • Monopinne: sono costituite da una pala unica ed entrambi i piedi trovano posto nella stessa scapetta
(Fonte: Wikipedia)

mercoledì 10 gennaio 2018

Pinne da surf: una guida alla scelta

Una delle parti più importanti della tavola da surf è costituita dalle pinne poste sulla parte a contatto con l'acqua. La scelta della pinna ideale da applicare alla tavola è un'operazione molto importante, delicata e difficile, poiché varia a seconda dell'utilizzo che si vuole fare, dell'abilità del surfista, del tipo di evoluzioni che si effettueranno.
La difficoltà è dovuta dal grande sviluppo che si è avuto nel corso degli anni, grazie ad uno sviluppo nei materiali, nelle caratteristiche, nelle performance e nell'hold della pinna.
Ma per fortuna esistono dei siti specializzati (come questo) che aiutano nel processo di scelta e danno un'utile classificazione di queste speciali pinne.

Nel sito proposto si possono trovare inoltre cenni sulla storia e il design di questi apparecchi.