lunedì 8 gennaio 2018

Dove puoi incontrare una pinna?

Imbattersi in una pinna (o meglio, in un paio di pinne) non dovrebbe risultare molto difficile, specialmente nei mesi estivi, nelle rive di mari, laghi e, perché no, anche fiumi. L'attività che più avvicina l'essere umano allo strumento pinna è infatti lo Snorkeling: questa parola deriva da "Snorkel" (boccaglio in inglese) ed indica l'attività ("aperta" a tutti) di osservare i fondali subacquei, con il semplice ausilio di una maschera, senza bisogno di allontanarsi troppo dalla sicura superficie dell'acqua. Insomma, sembra chiaro che qualunque superficie acquatica è buona per mettere maschera, boccaglio e, soprattutto, pinne (un sistema di propulsione passivo è sempre ben accetto quando si deve nuotare dietro ai pesci!), ma ci sono, ovviamente, luoghi migliori di altri per fare snorkeling. Forbes ha infatti stilato una classifica (ripresa poi dalla Gazzetta dello Sport) dei nove luoghi migliori al mondo per effettuare osservazioni dei fondali acquatici:
  • Bukanen National Marine Park, in Indonesia
  • Makaha Beach Park, nelle Hawaii
  • St. Jhon, nelle Isole Vergini Americane
  • Salt Cay, nelle isole Turks e Caicos
  • Culebra
  • Bimini
  • Grande Barriera Corallina Australiana
  • Manta Point, Beqa, Navini, nelle Fiji
  • Spring Holes, in Florida.
Ma se non volete spingervi fino a queste mete paradisiache per incontrare una pinna, sappiate che potrebbe essere facile trovarne anche in una semplice piscina. Molti infatti sono gli utilizzi a scopo di allenamento o riabilitativo delle fins.

Se questo non bastasse, comunque, si potrebbero citare anche i luoghi dove si possono trovare pinne idrodinamiche intese come alettoni e chiglie. Sappiamo che aerei e imbarcazioni ne fanno largo uso (quindi sì, in un certo senso potreste vedere una pinna anche alzando gli occhi al cielo), ma sarebbe veramente difficile citare dei luoghi in particolare.

Possiamo invece dire, a proposito dell'utilizzo automobilistico, che di pinne se ne trovano anche negli autodromi durante i Gran Premi. Infatti si fa grande uso di pinne per regolare imbardate e traiettorie, soprattutto a causa delle alte velocità.

Possiamo quindi concludere che, in fondo, di luoghi delle pinne ne esistono parecchi, tanti quanti gli utilizzi che se ne possono fare.

La scienza delle pinne: la fluidodinamica

Torniamo ora a parlare delle pinne intense come derive fluidodinamiche e aerodinamiche in autovetture, aerei e scafi. In particolare nell'articolo proposto si parla delle pinne stabilizzatrici  per le navi. Il funzionamento di questo particolare tipo di pinne non sfrutta altro che la teoria dei profili alari, tanto usata anche, ovviamente, nell'aerodinamica per i velivoli.

Ovviamente le ben più note pinne da nuoto o immersione, pur non avendo il tipico profilo alare (e quindi discostandosi dal modello fluidodinamico di quest'ultimo), funzionano sfruttando principi simili, solo che, in questo caso, l'interesse non è posto sulla portanza, ma sull'incremento passivo della cosiddetta spinta. Come recita infatti un passo del già citato articolo How fins affect the economy and efficiency of human swimming:
Come sottolineato da Abbott et al. (1995), quattro forze fondamentali agiscono su una barca (o un corpo) in acqua: sollevamento, peso, resistenza e Spinta. [...] Le pinne sono destinate a migliorare la frazione della forza (Spinta) che è utile per spingere il corpo in avanti. In altre parole, essi hanno lo scopo di migliorare l'efficienza propulsiva della locomozione acquatica.


domenica 7 gennaio 2018

venerdì 15 dicembre 2017

Dimensioni e caratteristiche delle pinne Apollo Bio Fin Pro

Fin characteristics
Fin sizeMass (kg)Length (m)Width (m)Surface area (m2)Foot SA (m2)Fin/foot SA*
No. 41.980.500.190.0860.0263.36
No. 52.780.570.220.1100.0313.53
Questa tabella illustra le caratteristiche fisiche del modello Apollo Bio Fin Pro, tratta dall'articolo How fins affect the economy and efficiency of human swimming.

Si allega anche la tabella di conversione di taglie per le scarpette:

Paio di pinne Apollo Bio Fin Pro


Nuoto con pinne: vantaggi "grafici"

I seguenti grafici, e le relative analisi, tradotte in italiano, sono tratte dall'articolo How fins affect the economy and efficiency of human swimmingP. Zamparo, D. R. Pendergast, B. Termin, A. E. Minetti, tratto dal Journal of experiental Biology. In generale l'articolo tratta delle differenze tra il nuoto con l'uso di pinne e senza, in termini di energia spesa, resistenze del fluido, creazione di flussi, consumo di Ossigeno ecc. Ovviamente gli autori si sono avvalsi di prove sperimentali e metodi di analisi descritte efficientemente nell'articolo.

Questo grafico compara il costo energetico (C) della nuotata in funzione della velocità (v), con le pinne (cerchietti bianchi) e senza (cerchietti neri). Si può vedere come a pari velocità, l'energia necessaria per ottenerla diminuisce di circa il 40% utilizzando le pinne. Inoltre, considerando le curve iperboliche di iso-potenza di metabolismo, le pinne aumentano la velocità di circa uno 0,2 m/s.

Quest'altro grafico, invece, rappresenta il tasso di energia interno (rapportata alla massa) speso durante la nuotata per ottenere una data velocità. La configurazione "pinnata" è sempre rappresentata dai cerchietti bianchi, mentre i cerchietti neri indicano il nuoto "libero". Il tasso di energia cresce con la velocità in entrambi i casi, ma, come si può vedere, è decisamente maggiore senza l'uso delle pinne.





Il simbolo dello squalo!


Cosa vi viene pensato guardando questo oggetto? E che effetto farebbe al largo della spiaggia dove passate allegramente le vostre estati?
Questa è la riproduzione artificiale della pinna di uno squalo, in particolare della prima pinna dorsale dell'animale, che, da sola, sappiamo benissimo essere simbolo del pericoloso predatore marino. Insomma, basterebbe questa sola pinna artificiale per ingannare i bagnanti e far pensare che nelle vicinanze si stia aggirando un vero e proprio pescecane.

Tante sono le scene, più o meno comiche, alle quali questo simbolo universale ha contribuito nel cinema. Basta pensare, ad esempio, alla scena de Lo squalo di Spielperg in cui dei ragazzini, pensando di fare una scherzo divertente, mettono in mare una finta pinna, come quella di cui stiamo parlando, scatenando il panico generale nella popolazione.

giovedì 14 dicembre 2017

Una pinna in un fumetto


Da A. Giussani e L.Giussani, Diabolik, Le ferite del passato

In questa tavola si possono vedere due personaggi (di cui uno il protagonista Diabolik) effettuare un'immersione sottomarina. Ovviamente, assieme alla muta, la maschera, le bombole, i due sub sono provvisti anche di pinne.